VITE SPEZZATE

Il caso di Sarah Scazzi

Il caso di Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto 2010 nella tranquilla cittadina di Avetrana, si rivelò fin da subito molto più complesso di una semplice scomparsa. Sarah, quindicenne riservata e sensibile, viveva con la madre Concetta e il fratello Claudio, e trascorreva gran parte del suo tempo con la cugina Sabrina Misseri, figlia di Michele Misseri e nipote della madre Cosima Serrano. Il rapporto tra le due ragazze era stretto, ma negli ultimi mesi erano emersi piccoli contrasti legati a gelosie, dinamiche affettive e alla presenza di un ragazzo verso cui entrambe provavano interesse. Nonostante l’apparente normalità del contesto familiare allargato, le indagini avrebbero poi messo in luce tensioni sotterranee, comportamenti contraddittori e un intreccio di relazioni che complicò fin da subito la ricostruzione dei fatti. La scomparsa di Sarah avvenne in un tragitto brevissimo, nel cuore del paese, mentre stava andando proprio a casa della cugina Sabrina. Una sparizione improvvisa che, nel giro di poche ore, trasformò Avetrana in il centro di uno dei casi mediatici e giudiziari più discussi degli ultimi decenni.

Sarah Scazzi
Sabrina Misseri
Michele Misseri
Cosima Serrano

Il giorno della scomparsa

Il 26 agosto 2010, intorno alle 14:30, Sarah Scazzi lascia la sua abitazione in Via Grazia Deledda, ad Avetrana, per raggiungere la casa della cugina Sabrina Misseri. Il tragitto, di circa 600 metri, avrebbe dovuto richiedere 5/7 minuti. La ragazza indossa pantaloncini rosa, una maglietta bianca e porta con sé il cellulare. Alle 14:42, sua cugina Sabrina invia un SMS a Sarah chiedendole dove fosse, non ottenendo risposta. La famiglia si insospettisce già nel primo pomeriggio, poiché la ragazza era solita avvisare in caso di ritardo. Tra le 16:00 e le 17:00 iniziano le prime ricerche: parenti e vicini percorrono le strade principali del paese, i campi e le vie che collegano le due abitazioni. Alle 18:00 viene allertata la stazione dei Carabinieri, che avvia immediatamente la procedura per minore scomparso. La sera stessa vengono ascoltate le prime testimonianze, verificate le ultime chiamate da e verso il cellulare della ragazza e controllati garage, terreni e casolari della zona. Il telefono di Sarah risulta spento dalle 14:42, un elemento che fin da subito appare anomalo agli investigatori

Sarah Scazzi in uno dei suoi ultimi scatti
L’abitazione della famiglia Misseri

La svolta nelle indagini

Dopo oltre un mese di ricerche senza risultati, il 6 ottobre 2010, durante una trasmissione televisiva in diretta, gli inquirenti fermano Michele Misseri, zio di Sarah. Nello stesso pomeriggio, tra le 15:30 e le 19:00, l’uomo rilascia una confessione: dichiara di aver ucciso la nipote nel garage della sua abitazione e di aver occultato il corpo in un pozzo nelle campagne di Avetrana, in località “Contrada Mosca”. Alle 19:45, la squadra investigativa raggiunge il pozzo e recupera il corpo legato con una corda e avvolto in un telo sporco di olio. L’esame preliminare indica che la morte risale proprio al pomeriggio del 26 agosto. Nei giorni successivi emergono incongruenze nella confessione: Michele Misseri fornisce più versioni, cambia dettagli su orari e dinamiche e attribuisce a sé stesso responsabilità sempre diverse. Tra il 7 e il 15 ottobre, nuove testimonianze, ricostruzioni dei movimenti dei cellulari e analisi delle comunicazioni familiari portano gli inquirenti a ritenere che la ricostruzione dello zio sia parziale. Il nome di Sabrina Misseri entra nell’indagine come possibile coautrice. Il 15 ottobre 2010, Sabrina viene arrestata con l’accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona. Nel novembre 2010 viene coinvolta anche Cosima Serrano, madre di Sabrina, accusata di aver partecipato al delitto e all’occultamento. Il quadro investigativo cambia completamente: le versioni dello zio vengono ritenute manipolate per proteggere i familiari.

Sarah Scazzi insieme alla cugina Sabrina Misseri
Familiari e cittadini riuniti al funerale di Sarah

Il processo

Il processo inizia nel 2011 presso la Corte d’Assise di Taranto. Per mesi vengono ascoltati testimoni, effettuate perizie sui cellulari, ricostruiti gli spostamenti dei protagonisti minuto per minuto e analizzati reperti recuperati nel garage dei Misseri. La Corte conclude che Sarah fu uccisa nel primo pomeriggio del 26 agosto tra le 14:30 e le 15:00, strangolata all’interno dell’abitazione dei Misseri. Le sentenze definitive: 2012 – Corte d’Assise: Ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano per omicidio volontario, sequestro di persona e occultamento di cadavere. 2013 – Appello: Condanne confermate. 2017 – Cassazione: Ergastolo confermato in via definitiva. Michele Misseri, che nelle ultime fasi del processo tenta nuovamente di autoaccusarsi, viene ritenuto responsabile solo dell’occultamento del cadavere e condannato definitivamente a 8 anni. La sentenza mette fine a un iter giudiziario durato sette anni, ma lascia aperti molti interrogativi nell’opinione pubblica, divisa sul ruolo dei vari protagonisti e sulla catena di contraddizioni emerse nel corso delle indagini

Cosima e Sabrina Misseri durante il processo
L'arresto di Michele Misseri

Cosa rappresenta la vicenda oggi

A più di dieci anni dai fatti, il caso di Sarah Scazzi continua a essere ricordato per la complessità delle dinamiche familiari e per la fortissima esposizione mediatica che trasformò una tragedia privata in un caso nazionale. Negli anni documentari e speciali hanno mantenuto viva l’attenzione, insieme alla serie “Avetrana – Qui non è Hollywood”, uscita su Disney+, che ha ricostruito la vicenda e il suo impatto sull’opinione pubblica. Oggi il caso è studiato nei percorsi di criminologia e comunicazione come esempio emblematico degli effetti che indagini difficili, rapporti familiari tesi e pressione mediatica possono generare.

La serie Avetrana – Qui non è Hollywood, distribuita su Disney+ nel 2024
Claudio Scazzi, fratello di Sarah, durante una testimonianza pubblica in ricordo della sorella